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Ringraziamo il 1° Mar. Ferrazza per la bella testimonianza:
LA CRISI ITALO – LIBICA del 1986
IL 78° A PANTELLERIA (OPERAZIONE “GIRASOLE”)
L’anno 1986 è caratterizzato da una grave crisi diplomatica tra Italia e Libia.
La conseguenza estrema di tale crisi fu il lancio, da parte della Libia, di due missili SS-1 SCUD che colpirono una postazione LORAN (Stazione di sincronizzazione e trasmissione) della Marina USA sita nell’isola italiana di Lampedusa (15 aprile 1986).
Tale azione era stata intrapresa in ritorsione all’attacco aereo USA che qualche giorno prima aveva pressochè distrutto la residenza del leader libico Gheddafi che si era salvato per puro caso. Solo uno dei due missili indirizzati sull’isola giunse sul bersaglio senza però provocare vittime, ma tanto bastò per diffondere il panico nella popolazione locale.
All’epoca, le isole di Lampedusa e Pantelleria venivano utilizzate per scopi puramente addestrativi, tant’e’ vero che il 78° si era già recato sull’isola di Pantelleria altre due volte, una nell’ aprile del 1985 (la 1^ Cp. Mot. In esercitazione a partiti contrapposti con la Cp. Genio Pionieri “FRIULI”) e nel gennaio 1986 per un vero e proprio campo d’arma a livello Btg. Nel quadro delle attività della neo-costituita Forza di Intervento Rapido.
In quelle giornate cruciali si addestrava nella zona la Brigata paracadutisti “FOLGORE”, in particolare il 1° Btg. CC par. “TUSCANIA”, cui i LUPI avrebbero dato il cambio da lì a qualche giorno.
Questa volta però non si trattava di una esercitazione anzi, sarebbe stato un valido banco di prova per un reparto della neo-nata Forza di Intervento Rapido, costituitasi da appena qualche mese.
L’organigramma del reparto da inviare a Pantelleria venne rimodellato sul tamburo , sulla base delle esigenze operative del momento ed era articolato come segue:
- Nucleo logistico (per le esigenze del plotone che sarebbe stato distaccato a Kuddia Randazzo);
- Compagnia fucilieri su tre plotoni fucilieri (due dei quali tratti dalla 3^ Cp. mot. ed uno fornito dal 19° Btg. Cor. “M.O. TUMIATI”) ed un plotone c/c.
Naturale Comandante del reparto, il Cap. Michele LOSACCO, già Comandante della 3^ Cp.mot. in Patria. Per completare l’organico vennero scelti alcuni Ufficiali e Sottufficiali delle altre Compagnie con qualche rinforzo esterno dal 19° Btg.cor. “M.O. TUMIATI” e della Compagnia controcarri “FRIULI”. Sarebbe inoltre stata costituita un’altra Compagnia di formazione, stavolta su base 1^ Cp. mot. che, al comando del Cap. Mario ANTONUCCI avrebbe successivamente dato il cambio al reparto di primo impiego.
La partenza avviene nella prima mattinata del 21 aprile 1986 dall’aeroporto militare di Pisa con un C-130 ed un G-222 forniti dalla 46° Aerobrigata di stanza a Pisa che, insieme al 1° rgt. Av.Es. di Viterbo, costituiva la componente F.I.R. per il movimento via aria.
Ci aveva preceduto, un paio di giorni prima, il Serg.Magg. Salvatore EVIGLIA, artificiere di battaglione, con l’incarico di trasferire sull’isola – a bordo di un C-130 – due AR/59 con cannone da 106 s.r. ed il relativo munizionamento.
E’ con noi, e non poteva essere altrimenti, il Comandante di Battaglione Ten.Col. Ettore COZZI .
Intorno alle 11,00 atterriamo sull’isola di Pantelleria e, dopo un breve trasferimento a bordo degli ACL/75, giungiamo alla sede del distaccamento ubicato nell’ex consorzio vinicolo.
Il tempo di riunire la Compagnia, un veloce primo rancio ed eccoci calati nella nuova realtà. Ad introdurci nel nuovo contesto è un Ufficiale allora per noi sconosciuto ma del quale avremmo fatto più ampia ed approfondita conoscenza qualche anno più tardi in qualità di Comandante del ricostituito 78° reggimento: l’allora Ten.Col. Enrico MOCELLIN che, mentre eravamo ancora seduti nell’ampio salone che fungeva da refettorio, ci tenne il primo briefing sull’isola di Pantelleria.
Il primo pomeriggio sull’isola è un susseguirsi di attività frenetiche: mentre consumavamo il pasto, il primo plotone fucilieri al comando del S.Ten. Giuseppe DI LEO è già partito per Kuddia Randazzo (Kuddia, nel dialetto locale significa collina, altura) e resterà lì per una settimana, con il compito di costituire dei POA (Posto di Osservazione e Allarme) durante il giorno, e pattugliare a piedi l’interno dell’isola durante le ore notturne effettuando il giro di Montagna Grande.
Gli Ufficiali e Sottufficiali rimasti invece, escono accompagnati da alcuni elementi della sala operativa della base e fanno conoscenza della strada cosiddetta “perimetrale”, che sarà la base dell’attività di pattuglia motorizzata durante tutto l’arco notturno che il reparto sarà chiamato a svolgere.
Ho parlato di sala operativa, ed infatti a Pantelleria non ci sono solo i LUPI ma, all’interno del comprensorio, opera un’aliquota di personale fornita dal Comando Regione Militare Sicilia ed altri reparti della Brigata motorizzata “AOSTA” che hanno mansioni prettamente logistiche.
E’ presente inoltre un plotone della Brigata motorizzata “AOSTA” nell’area di Bukkuram, oltre a distaccamenti della Marina, dell’Aeronautica e della Guardia di Finanza, quest’ultima presente con un Nucleo Elicotteri.
I LUPI, oltre alle attività che ho citato dianzi, si occupano anche della vigilanza della base fornendo una guardia della consistenza di quasi un plotone. Del resto, vista la situazione del momento, oltre alla vigilanza delle aree sensibili, bisogna provvedere anche alla difesa contraerea e per questo sulla palazzina comando sono installate delle postazioni per mitragliatrici.
Personalmente, già dalla prima sera sono impegnato sulla perimetrale quale comandante di una delle due pattuglie motorizzate che facevano il giro dell’isola a bordo di AR/59 . La pattuglia è composta da LUPI della 3^ Cp.mot.,io vengo dalla 1^, non ci conosciamo come dovremmo, non ne abbiamo avuto il tempo, ma questo non mancherà in seguito permettendoci di perfezionare l’affiatamento. Il conduttore che non è LUPO (in quanto gli autisti sono forniti dalla Regione Militare Sicilia) ed è già qui da qualche settimana, ci informa che la situazione è tranquilla ed in effetti non c’è gran che da sorvegliare: mare a perdita d’occhio ovunque. L’unico diversivo ci viene dalle comunicazioni via radio dalla sala operativa che, di tanto in tanto, ci invia presso luoghi prefissati dove stazionano, montati su ACL/75 con shelter, gli apparati radar ove, anche qui, opera personale della Regione Militare Sicilia, per controllare il tratto costiero circostante.
La notte trascorre tranquilla e senza particolari problemi e così le altre susseguenti. La tanto paventata minaccia libica si rivela ben presto un bluff che non era andato oltre al lancio dei due missili. La popolazione locale è abbastanza tranquilla ma non mostra particolari segni di amicizia nei nostri confronti.
Nonostante tutto cio’ i LUPI proseguono comunque le attività e, durante una pattuglia notturna appiedata nell’area di Kuddia Randazzo, il Serg. Maurizio GIARMANA’ ha modo di guadagnarsi un “Encomio Solenne “ tributatogli dal Comandante della Regione Militare Sicilia per il determinante contributo fornito all’arresto di alcuni bracconieri colti in flagrante dal Sottufficiale che, nella concitazione degli avvenimenti, erano stati scambiati per “elementi ostili”.
Per i restanti giorni si continua con le attività previste e, saltuariamente, nella prova di difesa dell’aeroporto, considerato la zona più sensibile dell’isola e l’ultima da cedere in caso di attacco. Unico diversivo il picchetto per la resa degli onori all’allora Ministro della Difesa Spadolini, in visita per il 25 aprile.
L’attività di pattugliamento ci da’ comunque modo di conoscere alcune meraviglie naturali dell’isola il cui ricordo sarà difficile da rimuovere: lo Specchio di Venere (il lago di origine vulcanica nell’interno dell’isola), le grotte calde di Sateria con le sorgenti termali, il pauroso strapiombo detto “il salto della vecchia”, Cala Tramontana con la tipica roccia a forma di testa di elefante nell’atto di abbeverarsi ed altre ancora.
Anche se nella routine quotidiana, le giornate trascorrono in maniera veloce ed impegnativa ed è un attimo arrivare alla data del cambio. Il trasferimento all’aeroporto sembra avvenire rapidamente ma c’è un ultimo imprevisto in agguato: il nostro ACL/75 si pianta sulla strada in salita che conduce all’aeroporto e non vuole più saperne di ripartire: probabilmente è ingolfato.
Il problema viene risolto in maniera sbrigativa dal Serg. Gianfranco DELLI GUANTI, figlio di autotrasportatore ed autotrasportatore egli stesso nella vita civile che riesce a far ripartire l’automezzo proprio quando ormai stavamo pensando di scendere e percorrere a piedi l’ultimo tratto verso l’aeroporto.
Giungiamo all’aeroporto che il G-222 è già in fase di rullaggio, dobbiamo imbarcarci nel più breve tempo possibile. Riesco solo a dare un saluto al volo a qualcuno dei nostri cambi, ricordo in particolare il Serg.Magg. Roberto MELE ed il Serg. Gaetano ANDOLINA e poi a bordo per il rientro a Pisa.
Negli anni seguenti i LUPI tornano più volte a Pantelleria, secondo una turnazione stabilita dallo Stato Maggiore dell’Esercito, ma le mansioni da svolgere sono nettamente ridimensionate, infatti non si va oltre le normali attività di presenza e sorveglianza del territorio.
Personalmente ho l’occasione di svolgere un altro turno sull’isola, nell’agosto-settembre 1988, con un reparto basato sulla 1^ Cp. mot. al comando del Ten. Vincenzo ROCCIA. E qui mi sia permesso di dedicare un pensiero alla memoria del S.Ten. Marcello CHICCOLI, mio comandante di plotone in quella occasione e deceduto in un incidente stradale nel giorno immediatamente successivo al congedo.
Successivamente, il mutare degli eventi e la decisione delle S.A. di dislocare una entità fissa sul territorio pantesco, fornita se non vado errato dalla Brigata motorizzata “AOSTA”, fanno sì che l’attività, denominata Operazione “GIRASOLE” cessi sul finire degli anni ottanta.-
1°Mar. “Lgt.” Stefano FERRAZZA
2 Commenti finora
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BRAVO STEFANO !! STRINGATO E …MILITARMENTE CORRETTO IL TUO RACCONTO !!!
Comment di BEPPE Settembre 24, 2009 @ 7:46 pmUN ULULATO DA UN VECCHIO LUPO !
CIAO BEPPE
Grandisimo Beppe, è sempre un piacere risentirti. A quando un commento stile “Istituto Luce” come ai vecchi tempi???
Comment di Stefano Ferrazza Ottobre 9, 2009 @ 7:51 pm